sabato, 08 dicembre 2007

Informazione utile

A tutti i formatori consiglio di visitare il sito: Associazione Italiana Formatori-Veneto

http://www.aifonline.it/index.php?artid=64&name=Sections&page=1&req=viewarticle

giovedì, 06 dicembre 2007

Il futuro della formazione

Il futuro della formazione

L'incertezza e la crescente complessita del mondo in cui ci troviamo a vivere a volte ci fanno perdere di vista le tracce "del nostro futuro".
Lo studio e la diffusione delle conoscenze dei modelli di apprendimento degli adulti (an iragogia), i diversi approcci verso il mercato e i discenti, I'evoluzione dklla figura classica del formatore verso la figura di gestore di processi fotnativi complessi rappresentano le possibili tracce da seguire per andare verso una formazione nuova.
I percorsi, per cosi dire essenziali, che i formatori dovranno seguire sono:

  • progettare formazione a pensare, a sviluppare capacita trasversali, a costruire figure professionali, a produrre idee;
  • realizzare formazione per elevare i livelli di qualita; ò fare formazione rivolta ad aumentare l'attenzione verso la comunicazione, I'affettivita, la flessibilita, I'estetica;
  • promuovere l'integrazione organizzativa.

La formazione e diventata, infatti, una leva organizzativa volta ad adeguare i comportamenti e le capacita delle persone alle esigenze dell'organizzazione di appartenenza, attraverso attivita di apprendimento in aula e fuori aula. Questa e, ovviamente, una definizione semplificata che non rende giustizia della complessita delle situazioni organizzative per le quali e necessario usarla.
Le persone non si adeguano all'organizzazione piu di quanto la medesima, nel suo insieme di ruoli, norme e meccanismi operativi, si adegui ai suoi membri. L'adeguarsi non va interpretato come un comportamento passivo, bensi come la partecipazione con divers o impatto alla co struzione di comportamenti o capacita che da alcuni vengono considerati relativi per il successo dell'organizzazione.

Pensare già ad un futuro è importante ma viviamoci il presente!!!

mercoledì, 05 dicembre 2007

Commento...

Nel suo blog Valentina http://tuttoilmondoepaese.myblog.it/ racconta così....

Il lavoro può avere valore educativo? guardate chi lo scrive!

Nella lezione del 3 dicembre della Scuola per Genitori dell'Assoartigiani di Vicenza, è stato affrontato un tema d'attualità ovvero: "Il lavoro può avere valore educativo?".

Relatore della serata, che si è svolta in Fiera dalle 20.30, è stato Daniele Marini, sociologo, direttore della Fondazione Nord Est di Venezia e professore di Sociologia del lavoro e dei processi economici all'Università di Padova.
Allo studioso è  stato dato il compito di spiegare come anche il lavoro, dal più umile al più "prestigioso", possa insegnare molte cose ai giovani diffondendo "lezioni di vita" che difficilmente si apprendono sui banchi di scuola.

Mi sembra un argomento che ci tocca da vicino per tutti noi giovani, ed è per questo che di seguito vi propongo un riassunto dell’intervista rilasciata dal Nostro professor Marini..

D: Attorno al lavoro i veneti hanno costruito la loro vita. Ieri era vissuto come necessità,oggi..

R: Pensiamo a30-40 anni fa:bisognava lavorare perché c’era da mantenere la famiglia, il problema era la sussistenza. Oggi invece si lavora per guadagnare; nei giovani prevale l’idea che un lavoratore si debba prima scegliere,perché le nuove generazioni sono attente alla gratificazione personale, scelgono ciò che li fa stare bene.

 

D: Quale valore educativo ha il lavoro e quando si comincia a costruire il proprio futuro?

 

R: Il lavoro era educativo di per sé un tempo. Ti mandavano nei campi e lì imparavi a vivere. Oggi il lavoro fa parte di una costruzione più ampia, in cui il contatto diretto con le esperienze professionali viene ritardato. L’innesto che era diretto, viene mediato dalla scuola, dai master, dalle specializzazioni che viaggiano separati dal mondo del lavoro. La necessità dell’alternanza scuola-lavoro e del riavvicinamento di questi mondi è molto importante.

 

D: Un diplomato viene sempre “ritarato” sull’azienda. Perché?

 

R: I modelli educativi della scuola sono distanti dalle esigenze del lavoro: oggi in qualsiasi luogo lavorativo è richiesto di saper stare in squadra, di procedere per obiettivi, cose che sono lontanissime dagli schemi cognitivi scolastici molto individualisti. La professionalità oggi ha molte sfaccettature ma soprattutto richiede abilità relazionali e apprendimento cooperativo.

 

D: Alla fine cosa conta per essere assunti?

 

R: Il titolo di studio conta un po’, ma direi quasi di più le esperienze pregresse. Conta se uno è motivato, se è sveglio, se ha buone relazioni con gli altri: chi fa selezione del personale ha bisogno di questi elementi prima che del diploma.

 

D: Il lavoro…

 

R: Il lavoro va proposto con appeal, deve avere dimensioni accattivanti, proporre relazioni, aprire progressioni di carriera.. La pratica più necessaria è far provare il lavoro senza timori.

I ragazzi non possono pensare che la vita funziona come il bancomat: tra la tessera e il denaro, di mezzo c’è il sacrificio!    Inoltre dice: il domani va affrontato con positività.

Credo personalmente che attraverso queste parole emerga delle tematica molto importante:

-il valore dell'esperienza

E' solito al giorno d'oggi ad un colloquio di lavoro sentirsi chiedere:"esperienze in quest'ambito?".....ma scusa se ho appena finito l'università come faccio ad averle??!!!...... "beh..la richiameremo".....Ma allora tutto quello che ho appreso a scuola non è abbastanza?????.... Quindi....è vero che senza la pratica la teoria non regge...ma se nessuno ti fa fare dell'esperienze...come si fa??si rimane sempre allo stesso punto di partenza????????!!!!!!

Con questo non voglio dire che l'esperienza non sia importante anzi credo che sia ESSENZIALE in una vita lavorativa...L'IMPORTANTE E' CHE CI SIA QUALCUNO CHE TI DIA LA POSSIBILITA' DI FARNE.........non credete???????